Green Communication: il ruolo dello storytelling nella sostenibilità aziendale

Il business storytelling quale mezzo di comunicazione di impatto per veicolare la filosofia green aziendale
La popolazione vegetariana e vegana è in continua crescita. Solo in Italia, secondo i dati dell’indagine Eurispes, per il 2017 si stima che coloro che non consumano né carne né pesce siano circa l’8% della popolazione.
A questo punto ti starai chiedendo…
Cosa c’entra la popolazione vegetariana in Italia con il titolo di questo articolo? In realtà, una presenza importante di persone vegetariane e vegane nel nostro paese ha il suo peso anche per quanto riguarda la Green Communication attraverso lo storytelling.
L’essere vegetariani è una filosofia di vita che parte dalla tavola ma tocca tutti gli ambiti della vita umana. Chi è vegetariano o vegano, generalmente è una persona attenta alla salute propria e dell’ambiente che vive e lotta per un mondo green, consuma servizi e acquista prodotti di aziende che condividono la sua ideologia.
Ovviamente, non sono solo i vegetariani a prestare attenzione all’ambiente ma se fai conto che già essi sono nel nostro paese un numero abbastanza consistente, potrai renderti conto facilmente di quanto importante sia per la tua brand reputation avvalerti dello storytelling al fine di comunicare l’impegno della tua azienda per il rispetto dell’ambiente.
La sostenibilità ambientale è un tema molto caro alle persone, nonché potenziali clienti. Quando si parla di sostenibilità il messaggio raggiunge la massa, non si tratta più di una piccola nicchia di persone, l’interesse per la tutela ambientale è frutto di un cambiamento di mentalità e sfruttare questa scia può fare la differenza tra la tua azienda e la concorrenza.

Guadagnati la stima della tua audience
Usa lo storytelling per raccontare ai tuoi clienti e potenziali tali il tuo impegno per l’ambiente, per la salute del mondo e delle persone.
Rendi partecipe il tuo pubblico della cura che fondi nella scelta delle materie prime che devono essere di qualità ma allo stesso tempo anche frutto di un lavoro senza sfruttamento.
Fa in modo che il tuo racconto sia veritiero e trasparente. Narra del tuo attivismo in ambito green in modo da generare un ricordo positivo nel cliente, la sua mente lo richiamerà al momento opportuno.
Devi suscitare emozioni positive, legando il tuo marchio all’impegno per l’ambiente che il tuo cliente condivide con te.
Coca-Cola e gli altri…
Sono ormai tantissime le aziende, sia a livello nazionale sia internazionale, che puntano decise sulla green communication. I consumatori sono diventati più informati e consapevoli, e prima di scegliere un prodotto o servizio cercano di capire con chi hanno a che fare, eticamente parlando.
Lo confermano le rilevazioni in tutto il mondo: gli aspetti etici , in particolare tutto ciò che riguarda gli atteggiamenti e i comportamenti delle imprese nei confronti dell’ambiente e dei lavoratori, sono tra i fattori che influenzano in maniera più decisiva le propensioni d’acquisto dei consumatori globali.
Ci sono tantissimi esempi di green storytelling ben fatto (quanto sia veritiero è un altro discorso – ndr) a livello planetario. Uno dei precursori in tal senso è certamente Coca-Cola, che già da anni ha fatto del suo sito un vero e proprio magazine, con all’interno una sezione tutta dedicata alle iniziative green e agli obiettivi raggiunti in tema di tutela ambientale.
Public speaking: affidatevi alla regola del 3

«I migliori oratori danno l’impressione di improvvisare, ma in realtà si preparano tutto».
( J.F. Kennedy)
In passato incantare le folle con la propria arte oratoria era un valore aggiunto, al giorno d’oggi è una necessità. Sia che tu debba parlare in pubblico in ambito politico, lavorativo o sportivo devi essere capace di trasmettere informazioni in un modo che risulti coinvolgente per i tuoi interlocutori. Devi essere in grado di lasciare il segno, il public speaking oggi può fare la differenza.
1. Cattura l’attenzione del tuo pubblico
Che si tratti di un meeting di lavoro o che tu sia il portavoce aziendale durante una presentazione quello che conta è ottenere l’attenzione del tuo pubblico e stupirlo. Con ciò
ovviamente non intendo che tu debba presentarti indossando un naso rosso da clown (in questo caso di sicuro verresti notato ma non è quel tipo di notorietà che stiamo cercando di farti ottenere!) bensì devi cercare di essere brillante, frizzante e breve.
Puoi raccontare qualcosa di te, alle persone piacciono le storie… o magari esordire con una domanda e in questo caso dovrai essere preparato a gestire la situazione in base alle risposte o qualora non ci fossero risposte. Racchiudi la tua presentazione in tre step, non appesantirla. Introduci brevemente la questione, arriva al fulcro del discorso e lancia il messaggio finale.
2. Dai il tempo di memorizzare il messaggio e di formulare delle domande
Non correre. Anche se sei perfettamente cosciente che proiettare 20 slide in 10 minuti è una missione impossibile mentre parli non avere fretta, fingi di avere tutto il tempo del mondo … tenendo d’occhio l’orologio però! Il tempo è uno degli alleati/nemici del public speaking.
Dopo aver esposto tre concetti cruciali del tuo discorso fa sempre una pausa, permetti al tuo pubblico di porti delle domande. Le pause sono fondamentali per far si che qualora si rendesse necessario qualche chiarimento possa essere fornito senza per forza dover attendere la fine della performance. Qualora le domande abbiano rubato il tuo tempo, devi ricorrere alle tue capacità di improvvisazione e di sintesi. Devi restare a galla anche se non sei riuscito a proiettare le tue slide conclusive.
3. Chiudi il cerchio
Sei riuscito a catturare l’interesse del tuo pubblico e a tenerlo vivo per tutta la durata del tuo discorso, ora è il momento di chiudere in bellezza la tua performance.
Sferra il colpo di grazia alla tua paura di parlare in pubblico.
Arriva al punto, circoscrivi l’argomento e il messaggio che vuoi veicolare. Prepara una frase d’effetto per la chiusura del discorso, uno slogan che possa imprimersi nella mente dei tuoi ascoltatori e che non scompaia una volta che la platea si sia sciolta. Il finale della tua orazione deve essere per loro un input per riparlare del tuo discorso, magari nella pausa pranzo che seguirà la presentazione. Se riuscirai a lasciare un segno con le tue parole avrai acquisito uno degli elementi essenziali del public speaking.
Business Storytelling: i 5 ingredienti che rendono la tua storia di successo
La qualità per un brand è fondamentale ma al giorno d’oggi non basta più. Il mondo contemporaneo ha brama di esperienze vissute, di racconti ed emozioni.
Attraverso il business storytelling la tua azienda avrà modo di raggiungere il target attraverso un processo che veicola valori. Fare storytelling è ciò che permette al tuo brand di trasformare il mero messaggio commerciale in qualcosa di più profondo.
Attraverso la narrazione è infatti possibile perseguire il proprio obiettivo strategico parlando ai clienti, attuali e potenziali, in una lingua che loro conoscono e pertanto sarà più semplice e diretto imprimere un ricordo duraturo che la loro mente richiamerà nel momento in cui si troveranno a compiere delle scelte di acquisto.
Con il business storytelling, non ti limiti a raccontare una storia, stai applicando una strategia attraverso l’inbound marketing, il tuo racconto deve si intrattenere il pubblico e non annoiarlo ma deve sfruttare la narrazione in modo tale da informare ed emozionare attraverso una comunicazione efficace.
Ci sono dei punti essenziali da rispettare affinché il business storytelling possa raggiungere gli obiettivi prefissati, 5 ingredienti che non possono mancare…
1. Fiducia
Chi ascolta la tua storia deve aver fiducia nel narratore. Se ti stai rivolgendo a clienti che già conoscono il tuo brand il tuo messaggio mira a rafforzare la concezione che essi hanno della tua azienda. Se ricorri allo storytelling al fine di ampliare il tuo target, il tuo messaggio dovrà essere ancora più incisivo e accattivante affinché il potenziale cliente sia attratto ad ascoltare la tua storia, alla fine della quale dovrà essere persuaso che del tuo brand ci si può fidare.
2. Relazione emozionale
Affinché una storia venga ricordata bisogna che si sviluppi in modo tale da toccare la sfera emozionale. Non c’è narrazione che possa definirsi grande che non si basi sulle emozioni. Utilizza nella tua storia tensione e mistero, conflitto e soluzione, fa in modo che chi ascolta possa immedesimarsi soffrire e gioire con te. Riuscire a fare in modo che il pubblico si identifichi nel racconto ti permetterà di creare una relazione speciale con esso.
Per saperne di più e imparare a rendere reale e vicina al cliente la tua azienda attraverso le emozioni…
3. Semplicità
Evita giri di parole troppo complessi e articolati. La miglior caratteristica di una storia è la semplicità. Elimina tutto ciò che non è strettamente legato al tuo obiettivo strategico, rendi forte la tua storia dandole un taglio semplice e fruibile toccando i punti cruciali e facendo leva sulle emozioni.
4. Personalizzazione
Chi ascolterà la tua storia vorrà darle un significato personale, usando una chiave di lettura che rispecchia il suo modo di essere. Comunica il tuo messaggio ma lascia la possibilità al tuo pubblico di trarre la sua morale rivisitata, lascia un finale aperto. Guida il tuo target in modo che spossa spaziare entro determinati confini ma lascialo libero di muoversi e di cucirsi addosso, secondo la identità, la morale della favola del tuo business storytelling. Le persone, le aziende non sono codici a barre c’è bisogno di definire un’identità univoca.
5. Familiarità e immedesimazione
La tua storia deve essere unica ma è preferibile che a livello strutturale tu ti attenga a qualcosa di collaudato in modo tale che il tuo pubblico possa

riconoscere facilmente quello che sarà l’iter di sviluppo della tua storia in base a ciò che già gli è noto. Fa in modo che non manchi l’elemento innovativo e caratteristico che possa dare un taglio univoco al tuo racconto. Permetti ai tuoi ascoltatori di vivere il tuo racconto in prima persona vestendo i panni di personaggio principale.
Public speaking: adottare le tecniche teatrali per migliorare le nostre performance

Nel momento in cui capita di doversi confrontare con il public speaking spesso accade che la nostra performance non risulti ai livelli sperati. Nonostante il discorso sia stato studiato alla perfezione, nel momento in cui ci si trova il microfono davanti, l’ansia e l’essere impacciati…rischiano di rovinare la scena.
Riuscire a parlar bene in pubblico, infatti, è il risultato di un uso sapiente dei mezzi di comunicazione a nostra disposizione, la parola innanzitutto ma anche il linguaggio del corpo che potrebbe tradirci e rivelare le nostre incertezze. La soluzione? Ricorrere alle tecniche teatrali adottate dagli attori per acquisire sicurezza e una perfetta ”tenuta del palco”.
L’oratore condivide con l’attore il confronto con il pubblico, con il quale deve entrare in sintonia e riuscire a catturarne l’attenzione facendo leva sul proprio carisma e la propria personalità.
Pertanto, il training teatrale riesce a creare una sinergia tra mente e corpo e rende possibile trasmettere emozioni, grazie alle tecniche teatrali ci si mette in gioco e a ognuno è data la possibilità di scoprire nuovi aspetti della propria personalità, acquistando sicurezza e presenza scenica.
Il linguaggio verbale pur essendo il mezzo di comunicazione più utilizzato, in realtà, è in grado di catturare solo il 10% dell’attenzione e ridotta è anche la sua forza persuasiva. Il rimanente 90% è dato dal linguaggio del corpo, la mimica facciale, la forza dello sguardo, la gestualità, dicono molto di più delle semplici parole.
Quali sono le tecniche teatrali da sfruttare per migliorare le capacità di public speaking?
Innanzitutto è necessario imparare a gestire l’ansia e dominare le emozioni, anche la sola respirazione se attuata nel modo corretto può essere di grande aiuto per parlare in pubblico, infattì grazie alla respirazione diaframmatica è possibile gestire lo stress con notevoli benefici.
Respiro, voce e postura hanno il loro peso in quanto a seconda della postura la voce può risultare tesa o rilassata.
Imparare le tecniche della respirazione è assolutamente utilissimo, così come la partecipazione e un laboratorio teatrale è utile per gestire l’imprevisto, imparare a fare le prove e captare i segnali del pubblico.

C’è da dire che spesso l’apparire impacciati e timidi genera nel pubblico una sfiducia a priori e diventa difficile riuscire a dimostrare la valenza delle tesi che si sostengono nel discorso. Se da un lato apparire autentici gioca a favore dell’oratore dimostrare le proprie debolezze mina l’efficacia dell’eloquio. Pertanto, una delle tecniche usate nei laboratori teatrali e l’uso di una maschera neutra che azzera l’impatto della mimica facciale e permette di esprimere la propria espressività attraverso tutto il resto del corpo, così è più facile imparare a comunicare in modo autentico esprimendo emozioni e seguendo le sensazioni.
Lavorare in gruppo applicando le tecniche teatrali, permette di impersonare a momenti alterni il
ruolo di osservatore e di osservato. Ciò permette di apprendere dagli altri migliorando la propria capacità di osservazione, non solo per quanto riguarda il gruppo di lavoro ma anche verso il proprio uditorio e regolare il tiro tenendo conto della reazione del proprio pubblico.
Rivedersi in un video permette all’oratore di rendersi conto dei punti critici del public speaking e quindi dal lavoro di gruppo ne deriva un beneficio per il singolo oratore, migliorando le performance con risultati esaltanti per la propria capacità di parlare in pubblico.




